La chirurgia robotica in urologia focus sulla Lombardia

7 luglio 2023 – Sono quasi 170 le piattaforme robotiche presenti in Italia, 31 delle quali solo in Lombardia. Abbiamo chiesto al Prof. Ottavio De Cobelli (Professore Ordinario di Urologia all’Università degli studi di Milano, Dirigente del Programma di Urologia dello IEO) di spiegarci l’importanza di questa nuova forma di chirurgia.

“La chirurgia robotica è uno strumento che permette di eseguire un intervento chirurgico in modo più avanzato – spiega De Cobelli. – E’ una tecnologia in grado di aiutare la mano del chirurgo nell’esecuzione di un intervento chirurgico rendendolo meno aggressivo, più sicuro e con dei buoni risultati sulle problematiche e le complicanze. Anche se l’80% degli interventi all’attivo sono in ambito urologico, è senza dubbio una chirurgia robotica trasversale. Non viene utilizzata solo per interventi urologici ma anche ginecologici, di chirurgia toracica, chirurgia generale e chirurgia cervico-facciale”. “Da un punto di vista oncologico ha un migliore risultato sulla ripresa della funzione urinaria e della funzione sessuale, dati sempre più confermati in tutta la letteratura mondiale. Riserva numerosi vantaggi soprattutto negli interventi della prostata o del rene, per la minore invasività, un approccio più preciso e una visione migliore. In più, lo sviluppo del piano tra tumore e tessuto sano risulta indubbiamente più efficace con una ripresa del paziente rapidissima, si parla di due, massimo tre giorni. L’ultima frontiera è stata la chirurgia oncologica vescicale: l’asportazione della vescica e la ricostruzione delle vie urinarie che vengono oggi eseguite con tecnica meno invasiva attraverso l’utilizzo del robot, raggiungendo risultati eccellenti.”

                 
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